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Ecco i nostri punti di forza

GLI SPECIALISTI NEL RECUPERO DEL SOTTOTETTO

Abbiamo squadre dedicate esclusivamente al recupero e ristrutturazione del sottotetto per essere in grado di affrontare qualsiasi situazione che il formato architettonico di un edificio richiede, rispettando assolutamente ogni minimo particolare e ogni minimo criterio di costruzione idoneo per una perfetta realizzazione dell’opera a regola d’arte.

L’attività di progettazione per questo tipo di intervento si articola in più fasi di lavoro che vanno dall’analisi dello stato di fatto, allo studio del progetto di massima e alla presentazione in 3D, fino allo sviluppo del progetto esecutivo particolareggiato dei singoli elementi e degli spazi da realizzare. Mettiamo a disposizione ogni mezzo, ogni criterio e ogni idea per soddisfare le esigenze del cliente seguendo costantemente ogni suo parametro di valutazione e di oggettività.

Le normative regionali sul recupero ad uso abitativo dei sottotetti esistenti rappresentano una grande opportunità architettonica e sociale.

Le normative sono nate con un fine ambientale ben preciso: quello di ridurre o almeno di limitare l’espansione delle città e il conseguente continuo sfruttamento delle risorse territoriali esistenti che non sono inesauribili.

Le opportunità per una famiglia

Considerando il costo delle case e la carenza di spazi nelle città, nel momento in cui una famiglia decide di avere una abitazione più grande molto spesso è costretta a spostarsi in periferia. Le normative sul recupero ad uso abitativo dei sottotetti danno però l’opportunità ai proprietari degli appartamenti all’ultimo piano di estendere l’abitazione verso l’alto.

Quali sono i requisiti per poterlo fare?

Se il sottotetto non è indicato negli atti catastali come parte comune o non è stato frazionato tra i differenti proprietari del condominio, automaticamente diventa di proprietà dell’appartamento dell’ultimo piano.

Il condominio deve autorizzare?

No. Il proprietario è tenuto a informare i condomini dell’attività che sta per intraprendere e (come indicato dall’art. 1102 del Codice Civile) ha il diritto di procedere ai lavori di ristrutturazione.

Serve un permesso per costruire?

Sì, è necessario un premesso di costruire o una D.I.A. (Denuncia Inizio Attivita’).
Nello schema si riportano le condizioni indispensabili affinché un sottotetto sia abitabile:

In verde: il volume recuperabile senza interventi strutturali in una mansarda esistente, con altezza minima di 80 cm e pendenza della falda del 40%.

In blu: il volume non recuperabile a scopi abitativi

Quando, come e perché

Ecco le condizioni per il recupero:

L'edificio deve essere realizzato con regolare permesso e/o condonato

Si devono rispettare i limiti relativi alle altezze medie e d'imposta delle falde

Si può cambiare l'altezza di colmo e di gronda per ampliarne il volume

Si dovranno recuperare spazi adibiti a nuovi parcheggi pertinenziali

È possibile aprire nuove finestre, porte lucernari e quanto altro per favorire la fruibilità degli spazi

Sono escluse le aree di centro storico e le zone omogenee A

Sezione Tecnica Coperture

La nostra azienda predilige prevalentemente le coperture in legno di Pino o Abete in lamellare.

Il perché è semplice: il legno lamellare viene generato da un prodotto naturale.

Questo prodotto infatti si presenta con una serie di caratteristiche tecniche e strutturali in grado di soddisfare le geometrie più ardite quanto inaspettate.

VANTAGGI

il suo peso specifico è inferiore ai 500 kg al metro cubo, contro ad esempio i 2.000-2.500 del cemento armato e i 7.800 dell’acciaio. In più, l’efficienza prestazionale del legno lamellare ai fini strutturali ha qualità simili a quelle dell’acciaio. L’efficienza prestazionale può essere definita come il rapporto tra il modulo di elasticità e un parametro di resistenza f (es. resistenza a compressione).

l’intero processo produttivo segue una prassi normata e continuamente monitorata. Il risultato finale è un prodotto dalle prestazioni definite e certificate.

le tecniche di progettazione, lavorazione, assemblaggio e giunzione sono in continua evoluzione e offrono sempre nuove possibilità sia in termini di fattibilità che di contenimento dei costi.

il materiale viene selezionato anche sotto l’aspetto estetico per essere presentato, in tutta la sua naturalezza, compatto e privo di difetti.

può essere agevolmente forato, tagliato, fresato e piallato tanto in stabilimento quanto in cantiere. Inoltre è Curvabile: infatti, durante l’incollaggio le lamelle possono essere curvate con un raggio di curvatura minimo della trave che deve essere pari ad almeno 200 volte lo spessore della lamella stessa. Infine, è Assemblabile a secco: le connessioni della struttura in legno lamellare si realizzano quasi sempre a secco, migliorando affidabilità ed economicità della posa in opera, oltre a garantire la pulizia esecutiva e del cantiere.

la coltivazione della materia prima aiuta il nostro pianeta. Infatti, per uso industriale, il legname viene sottoposto a segagione prima dell’invecchiamento e sono proprio le piante giovani quelle che trasformano più anidride carbonica in ossigeno.

A confronto con materiali metallici, plastici o cementizi, gli elementi strutturali in legno richiedono un basso contenuto di energia di produzione (assumendo come unità di misura le MJ/ton: il valore per le strutture in legno è 1, per il cemento armato 4, per i laterizi 6, per il vetro 24, per l’acciaio 60, per l’alluminio 250, per il titanio 800 e per le fibre composite 4.000).

Biodegradabile e riciclabile: nel ciclo completo di vita di una costruzione, lo smaltimento di una struttura in legno costituisce un onere minore rispetto ad altre tecnologie costruttive, se non addirittura una risorsa, laddove è possibile riutilizzarlo o riciclarlo in altre forme.

L’impiego del legno lamellare ha profondamente mutato l’impatto estetico e l’immagine sia dei grandi centri commerciali sia degli edifici industriali.

Il legno lamellare è entrato di diritto anche nell’architettura commerciale e industriale, rinnovando e valorizzando numerosi ambienti destinati ad attività fra loro diversificate, ma accomunate dalla ricerca di un nuovo equilibrio fra razionalità e stile. La perfetta e gradevole integrazione fra il legno lamellare e gli elementi prefabbricati in cemento, permette di ottenere contrappunti estetici di notevole impatto.

Con le sue caratteristiche estetiche e tecnico-applicative, il legno lamellare si è ormai saldamente affermato nell’architettura dei grandi centri commerciali e ipermercati, sempre più caratterizzati dalla ricerca di un’armonia stilistica e di una vivibilità  che li proponga come “nuove piazze” per il tempo libero.

Ventilazione e isolamento

La ventilazione nelle copertura inclinate è un elemento fondamentale nella loro progettazione.
Scopo della ventilazione è:
• Ridurre il flusso di calore entrante nel periodo estivo;
• Smaltire il vapore interno nel periodo invernale;
• Asciugare eventuali infiltrazioni d’acqua o condense che dovessero essere presenti nel pacchetto;
• Aiutare la neve e il ghiaccio sulla copertura a sciogliersi.

L’efficacia della ventilazione in una copertura a elementi discontinui dipende essenzialmente dalla portata e dalla velocità del flusso d’aria e quindi dall’effetto camino che si viene a creare nel sottotegola. Maggiore sarà il flusso d’aria, maggiore sarà la capacità di sottrarre calore e vapore al sottotegola.

LO STRATO DI VENTILAZIONE
Lo strato di ventilazione può essere posto tra il manto di copertura (le tegole) e lo strato immediatamente sottostante.
Deve inoltre essere a contatto con l’ambiente esterno, tramite le aperture di entrata (linea di gronda) e di uscita (linea di colmo).
Ovviamente perché ci sia questo strato di ventilazione l’aria non deve essere ostruita né in entrata (malta in linea di gronda) né in uscita (colmo cementato).
Lo strato di ventilazione va previsto in fase di progettazione.
Dati rilevanti per il dimensionamento del canale di ventilazione sono:

• pendenza della falda:
• lunghezza della falda o del canale di ventilazione;
• differenza di temperatura tra interno ed esterno del canale di ventilazione;
• umidità;
• vento.

IL CANALE DI VENTILAZIONE
L’efficacia della ventilazione dipende dalla
velocità del flusso d’aria all’interno del canale di ventilazione.
La corrente d’aria infatti si muove:
a) per differenza di pressione originata dal vento tra le aperture di entrata e di uscita;
b) per differenza di temperatura dell’aria tra interno ed esterno del canale di ventilazione.

PIÙ IL TETTO INCLINATO, MAGGIORE SARÀ LA VELOCITÀ DELL’ARIA

L’isolamento viene fatto per contribuire alla resistenza termica globale della copertura, ossia offrire resistenza all’attraversamento di calore in modo da ridurre le dispersioni di energia. La corrente termica si muove sempre nella direzione del gradiente di temperatura ovvero dagli ambienti più caldi verso quelli più freddi, con un’intensità proporzionale alla differenza di temperatura e alle caratteristiche del mezzo che attraversa.
Ciò significa che ogni volta che in un’abitazione la temperatura all’interno di 20°C mentre all’esterno è inferiore, l’aria calda tenderà a fuoriuscire se non viene interposto uno strato isolante. Lo stesso fenomeno avviene in estate: se consideriamo che la temperatura interna ideale possa essere di 25°C, ogni volta che la temperatura esterna è superiore il calore tende a penetrare se non viene interposto uno strato isolante.

Periodo invernale

  • Limitare la fuoriuscita di calore dagli ambienti riscaldati;
  • Risparmiare energia (riscaldamento).

Periodo estivo

  • Limitare l’ingresso del calore dovuto all’irraggiamento solare;
  • Risparmiare energia (condizionamento).

Importante: il 20% del calore si disperde attraverso la copertura.
L’isolamento accresce il valore dell’abitazione: rende abitabile il sottotetto garantendone la durata nel tempo.

DOVE POSIZIONARE L’ISOLANTE?

Fondamentale è che venga posizionato sempre al di sotto dello strato di ventilazione (sia ventilazione sottomanto che sottotetto). In caso contrario la circolazione dell’aria renderà nullo l’effetto termo-isolante.
Lo strato di coibentazione non deve presentare punti di discontinuità al fine di evitare ponti termici (punti sui quali si concentrano i problemi tipici delle patologie da condensa).
Deve essere posato con continuità su tutta la superficie.

RISTRUTTURAZIONI E RECUPERO DEL SOTTOTETTO

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